
Servizio civile agricolo, Agea forma i primi 40 volontari
Un percorso di 12 mesi coinvolge ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni per rinnovare il settore nelle aree rurali
Prende il via il servizio civile agricolo con il progetto «Facilitazione per l’Agricoltura Sostenibile», promosso dal patronato INAC (Istituto nazionale assistenza cittadini), CIA-Agricoltori Italiani e Agea. L’iniziativa punta a coinvolgere 40 giovani tra i 18 e i 28 anni in un percorso formativo finalizzato allo sviluppo di competenze tecnico-pratiche nel settore agricolo e agroalimentare.
Agea partecipa come partner formativo, con un ruolo centrale nella costruzione delle competenze legate alla transizione digitale e green nelle aree rurali. L’obiettivo è rafforzare l’innovazione nel comparto primario, accompagnando i giovani in un’esperienza che unisce formazione e orientamento al lavoro.
In questa prima fase sperimentale, il progetto si sviluppa in nove regioni: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto, garantendo una presenza diffusa sul territorio e un contatto diretto con contesti agricoli diversi.

Gli strumenti più avanzati di analisi e monitoraggio
Il percorso ha una durata di dodici mesi e prevede 32 ore di formazione generale e 72 ore di formazione specifica. Tra i contenuti affrontati figurano la sicurezza sul lavoro, l’agricoltura di precisione e le norme a sostegno dell’imprenditoria giovanile. Una parte rilevante è dedicata agli strumenti più avanzati di analisi e monitoraggio, come la Carta Nazionale dell’uso del suolo e i sistemi satellitari (AMS), con approfondimenti sullo stato delle colture, sui fabbisogni idrici e sulla gestione dei nutrienti.
Sono 25 le ore settimanali richieste dal servizio, che viene retribuito. Ma la dimensione economica rappresenta solo uno degli aspetti di un progetto che mira soprattutto a costruire competenze e a favorire l’ingresso dei giovani nel settore. I partecipanti vengono infatti formati come «facilitatori digitali», figure in grado di contribuire alla riduzione del divario tecnologico nelle aree rurali e montane, supportando le aziende agricole nei processi di innovazione e promuovendo pratiche legate alla sostenibilità, alla biodiversità e all’agricoltura sociale.
«Il servizio civile agricolo offre ai giovani l’opportunità di conoscere da vicino il mondo dell’agricoltura e di valorizzarne le competenze», ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. «Sono risorse fondamentali per rendere le aziende più innovative, efficienti e competitive. Investire sul ricambio generazionale significa costruire un futuro solido per il settore».
Sulla stessa linea il direttore di Agea, Fabio Vitale, che sottolinea la necessità di accompagnare il cambiamento del comparto agricolo: «Ridefinire le politiche attive del lavoro in agricoltura significa sostenere giovani e imprese in un contesto sempre più complesso. Il nostro compito è ridurre la distanza tra innovazione, persone e territori, rendendo i processi di trasformazione più accessibili e comprensibili».
Una crescita dell’occupazione under 35 nel settore
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di collaborazione tra istituzioni, orientata a rendere il settore agricolo più attrattivo per le nuove generazioni attraverso lo sviluppo di competenze tecnologiche e l’introduzione di soluzioni sostenibili.
In Italia i giovani rappresentano ancora una quota minoritaria tra gli imprenditori agricoli, ma sono anche i principali protagonisti dei processi di innovazione e digitalizzazione. Negli ultimi anni si registra una crescita dell’occupazione under 35 nel settore, segnale di un rinnovato interesse verso il lavoro agricolo.



