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Domande PAC 2023-2025: calo di 20.000 aziende e 60 milioni di euro di contributi richiesti in meno

Domande PAC 2023-2025: calo di 20.000 aziende e 60 milioni di euro di contributi richiesti in meno

Domande PAC in calo ad Agea: meno aziende e contributi richiesti ridotti nel triennio 2023-2025.

di Ermanno Comegna

27/05/2026aggiornato il: 28/05/20265 minuti

Tra il 2023 e il 2025 diminuiscono le aziende agricole che hanno presentato domanda per i pagamenti diretti PAC ad Agea, con quasi 20.000 beneficiari in meno e una riduzione di circa 60 milioni di euro negli importi richiesti. L’analisi evidenzia un fenomeno che riguarda soprattutto la tenuta delle piccole aziende, tra invecchiamento dei conduttori, mancato ricambio generazionale e difficoltà economiche, aprendo una riflessione sull’utilizzo delle superfici agricole e sul futuro dei titoli PAC non attivati.

L’organismo pagatore Agea svolge funzione di erogazione dei contributi della PAC per 11 regioni italiane. Per quanto riguarda il regime dei pagamenti diretti copre circa il 45% della dotazione finanziaria disponibile. La parte rimanente è distribuita tra gli altri 10 organismi pagatori attivi sul territorio e gestiti a livello regionale.

Metodologia dell’analisi: dati sul numero di domande PAC e importi richiesti ad Agea nel triennio 2023-2025

È stata eseguita una analisi dei dati sul numero di aziende agricole che hanno presentato una domanda di pagamento ad Agea negli anni 2023, 2024 e 2025, considerando anche l’importo richiesto a contributo per i diversi interventi dei pagamenti diretti (aiuti disaccoppiati, sostegno redistributivo, supplemento per i giovani agricoltori, sostegno accoppiato al reddito ed eco-schemi). Sono emersi dei risultati che di seguito sono oggetto di descrizione.

Prima di entrare nel merito è opportuno evidenziare come è stato necessario tenere conto che fino al 2023 gli agricoltori del Friuli Venezia Giulia hanno presentato la domanda di pagamento ad Agea. Dal 2024 è iniziata l’attività dell’organismo pagatore regionale. I dati elaborati tengono conto di tale fenomeno, escludendo dalle statistiche del 2023 le domande presentate dagli agricoltori del Friuli Venezia Giulia, in modo da rendere comparabili i risultati.

Il calo delle domande PAC ad Agea: -4,8% di aziende e -3,8% di importi richiesti tra 2023 e 2025

L’elemento che suscita una certa attenzione è la riduzione del numero di aziende agricole italiane che ha presentato una domanda per il regime dei pagamenti diretti all’organismo pagatore Agea. Nel triennio considerato la platea dei richiedenti si è ridotta di quasi 20.000 unità, con un calo percentuale del 4,8%. Nello stesso periodo di tempo è diminuito anche l’importo richiesto a contributo che è passato da 1.582,5 a 1.522,8 milioni di euro. La riduzione è stata di 60 milioni di euro, pari al 3,8% tra il 2023 ed il 2025.

Importi richiesti vs importi pagati PAC: perché i contributi effettivi sono sempre inferiori alle domande

I dati si riferiscono agli importi richiesti dai beneficiari nella loro domanda unica annuale e non a quelli effettivamente pagati che generalmente risultano inferiori, perché un numero fisiologico di fascicoli presenta delle anomalie e quindi riceve meno contributi rispetto a quanto richiesto. Può anche capitare, nei casi più gravi, che la domanda sia completamente rigettata e quindi non si procede ad erogare alcun contributo a favore del richiedente.

Puglia e Sicilia dominano le domande PAC ad Agea: le due regioni più rilevanti per contributi richiesti

Delle 11 regioni servite dall’organismo pagatore Agea, due sono dominanti, sia in termini di fascicoli attivi che di importo richiesto. Al primo posto si colloca la Puglia con circa 130.000 domande per i pagamenti diretti, con un contributo richiesto che nel triennio considerato è passato da 425,7 milioni di euro nel 2023 a 413,3 milioni di euro nel 2025 (-2,9%).

A seguire c’è la Sicilia con circa 80.000 fascicoli e 350 milioni di euro di contributi richiesti nel 2025, che occupa la seconda posizione all’interno dell’organismo pagatore Agea dopo la Puglia e la terza posizione a livello nazionale, preceduta dalla Lombardia e dalla Puglia.

Organismi pagatori in Italia

Perché le aziende agricole abbandonano la PAC: invecchiamento, mancato ricambio generazionale e crisi economica

Molteplici possono essere le ragioni che sono alla base del fenomeno della riduzione dei beneficiari del primo pilastro della PAC. Tra quelle più plausibili vi è innanzitutto la tendenza delle piccole aziende agricole a cessare l’attività, per effetto dell’invecchiamento del conduttore, della mancanza del ricambio generazionale e dei negativi risultati economici.

La concomitanza tra riduzione delle domande presentate e dell’importo richiesto convalida tale interpretazione. Per una più accurata valutazione sarebbe opportuno verificare come sono impiegate le superfici agricole condotte da tali beneficiari ed i relativi diritti all’aiuto in portafoglio, determinando così in che misura vengono trasferiti ad altri conduttori, oppure rimangono disattivi. In questo caso, i terreni rischiano di entrare nella categoria delle superfici abbandonate, mentre i titoli della PAC confluiscono nella riserva nazionale dopo due anni di mancato utilizzo.

La soglia minima dei 300 euro PAC: il requisito che esclude le aziende più piccole dai pagamenti diretti

In alcuni casi, la mancata presentazione della domanda è il risultato dell’applicazione delle regole vigenti in materia di requisiti minimi necessari. L’articolo 8 del decreto Masaf n. 660087 del 23 dicembre 2022 stabilisce che non sono erogati pagamenti diretti qualora l’importo complessivo da corrispondere risulti inferiore a 300 euro per anno, prima dell’applicazione di eventuali riduzioni e sanzioni.

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