
Pagamenti agricoli da record: nel 2025 erogati 10 miliardi di euro
Sviluppo rurale, PAC e aiuti nazionali spingono i pagamenti al livello più alto mai registrato da Agea.
Nel 2025 gli organismi pagatori hanno erogato 10 miliardi di euro di sostegni pubblici al sistema agricolo nazionale, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente e un’incidenza pari al 14% sul valore della produzione. Il risultato, definito da Agea come un record storico, è trainato soprattutto dallo sviluppo rurale, dai pagamenti diretti della PAC e dall’accelerazione delle istruttorie legate alla gestione del rischio. Agea OP conferma un ruolo centrale, con il 57% dei pagamenti complessivi e il 63% delle erogazioni per il secondo pilastro.
I pagamenti erogati a favore del sistema agricolo nazionale hanno inciso per il 14% sul valore della produzione. Il 51% del totale degli importi erogati afferisce alla politica dello sviluppo rurale (misure a superficie e a capo, investimenti aziendali, insediamento giovani, sistema della conoscenza e dell’innovazione e interventi per i territori rurali), per una somma complessiva di 5,15 miliardi di euro.
A seguire ci sono i contributi per il primo pilastro della PAC (pagamenti diretti, misure di mercato e politiche settoriali), con 4,45 miliardi di euro, pari al 44,3% delle somme complessivamente liquidate. Seguono, con valori decisamente più contenuti, le altre tre categorie di sostegno pubblico e cioè le misure per la gestione del rischio finanziata con fondi pubblici nazionali (poco più di 12 milioni di euro), gli aiuti agli indigenti (183 milioni di euro) ed un ampio numero di interventi nazionali a sostegno del settore agricolo (241 milioni di euro).
Aumentano tutte le categorie di sostegno pubblico
Tutte le 5 categorie considerate hanno registrato un incremento degli importi erogati rispetto all’anno precedente, con gli interventi di copertura dei rischi agricoli finanziati con il Fondo di solidarietà nazionale che hanno registrato un aumento della spesa pubblica del 142%, dopo una sostanziale accelerazione delle istruttorie e dei pagamenti. Il rapporto Agea ha calcolato che oltre un milione di imprese agricole italiane hanno beneficiato degli interventi di sostegno pubblico della PAC e delle misure nazionali. La misura maggiormente diffusa è il regime dei pagamenti diretti, con poco meno di 700.000 agricoltori che hanno ricevuto gli aiuti disaccoppiati legati ai titoli individuali.
Degli 11 organismi pagatori attivi in Italia, Agea OP risulta dominante, con il 57% dei pagamenti totali corrisposti (5,75 miliardi di euro nel 2025). A seguire ci sono gli organismi pagatori dell’Emilia Romagna, della Lombardia, del Piemonte, della Calabria e della Toscana. Gli ultimi tre posti sono occupati dagli organismi pagatori di piccola dimensione attivi nelle Province autonome di Trento e di Bolzano e nella regione Friuli Venezia Giulia.
Sviluppo rurale e ruolo centrale di Agea OP
Il report 2025 di Agea riporta anche i dati per le erogazioni della politica di sviluppo rurale, distinguendo tra la spesa relativa alla programmazione 2014-2022 (l’ultima annualità valida in base alle regole europee sul disimpegno) e quella del quinquennio 2023-2027. Nel 2025 le erogazioni per il secondo pilastro della PAC sono ammontate a 5,15 miliardi di euro, di cui 3,05 miliardi per la vecchia programmazione e 2,10 miliardi per quella corrente. Anche in questo caso l’organismo pagatore Agea ha coperto la quota principale della spesa pubblica, con 3,26 miliardi di euro, pari al 63% del totale nazionale.
Aiuti nazionali, crisi agricola e risultati record del 2025
In aggiunta agli interventi finanziati integralmente o parzialmente dall’Unione europea attraverso la PAC, ci sono anche gli aiuti nazionali e gli interventi straordinari, elencati dettagliatamente nel rapporto 2025 di Agea, per un totale di 26 diverse misure che hanno prodotto trasferimenti per 333 milioni di euro. I settori che hanno maggiormente beneficiato del sostegno pubblico nazionale sono il grano duro, la zootecnia, la viticoltura e l’olivicoltura. Sono due però interventi che hanno concentrato buona parte delle risorse finanziarie.
- Il primo è la riserva di crisi coperta con risorse nazionali che ha sviluppato trasferimenti per 109 milioni di euro, riferiti alle domande presentate nel 2024 da 71.327 agricoltori beneficiari, colpiti dalla siccità.
- Il secondo più importante intervento per somme erogate (91 milioni di euro) riguarda gli indennizzi, con risorse nazionali, del fondo mutualistico per gli eventi catastrofali (Agricat), di cui hanno beneficiato 9.173 agricoltori per un importo medio riconosciuto di quasi 10.000 euro per azienda.
I risultati in termini di spesa del 2025 hanno raggiunto importi record per effetto della chiusura della programmazione dello sviluppo rurale 2014-2022 e in parte anche per l’accelerazione che è stata impressa ai procedimenti delle domande per la gestione del rischio che facevano riferimento ad annate precedenti.


